Riflessioni sull'implicito - oltre l'evidenza
Descrizioni di quello che vorremmo ma che non saremo mai?
Si apre il sipario con un indiscutibile seducente George Clooney, che
disturbato dal chic party degli inquilini, entra da protagonista (e chi
se non lui) portandosi via l'incantevole atmosfera di musica e
allegria, con il vino, vera ragione per cui il party ha motivo di
esistere. Immagine frizzante di personaggi sofisticati e spontanei al
tempo stesso, che accuratamente riuniti, si muovono, discutono e
sorridono con assoluta disinvoltura. Come dire. Semplicemente perfetto.
Altra scena ambientata tra le mura domestiche quella della giovane coppia che consuma la prima colazione. Lei, tranquillamente seduta a tavola che con una calma inverosimile sfoglia il giornale, e lui invece, vestito di tutto punto mentre salta dalla porta al tavolo per consumare rapidamente la colazione e scappare al lavoro. Il tempo incalza, la giornata prevede impegno e operatività: ma come rinunciare a tanta bontà genuina? Non resiste e se ne esce con l'intera scatola di fette biscottate, a gioia della corrispettiva che sorride soddisfatta.
Cosa dire poi dell'ometto in beige a due centimetri dal soffitto di una caotica stanza, che lavora indisturbato perché ha finalmente trovato un favoloso p.c. che gli permette di migliorare il suo target ovunque e in qualsiasi momento della giornata?
Un po' di relax con i primi amori che non si scordano. La nota casa produttrice del piatto nazionale ci offre l'immagine incantevole di una bambina teneramente innamorata; eloquenti sono gli sguardi d'amore dei suoi genitori, che davanti ad una pasta che profuma di tradizione e genuinità compongono un quadretto di famiglia a dir poco perfetto.
Breve ma significativa la scena della madre che stringe dolcemente le mani della propria figlia e che simbolicamente ferma il momento prezioso. Time is mine, suggerisce la prestigiosa azienda di orologi: un accessorio che fa senza dubbio la differenza di stile.
Termino con l'avvenente e divertita protagonista dello spot di telefonia mobile, che con una punta di sadismo coinvolgente, sfida l'aspirante marito (se mai riuscirà a fermarla) a rincorrerla in ogni dove. Complice e arma dell'infinita avventura il telefonino: utile mezzo di comunicazione che ci permettere di vivere senza confini.
Le immagini nitide e brillanti rese ancora più efficaci da slogan ben pensati mi danno a pensare.
L'implicito provocatore che si scatena tra una scena e l'altra porta senza dubbio a riflettere sui tempi che corrono. I personaggi sono vincenti, sorridono disinvolti; da una parte scene idilliache di famiglie felici legate a tradizioni genuine e valori fortemente sentiti; dall'altra relazioni plasmabili dove gli attori si rincorrono e sfidano i confini dell'impossibile per realizzarsi insieme (forse); ritmi frenetici richiamano l'attenzione al desiderio di fermarsi per assaporare il vero, ciò che conta al di là di tutto.
Ne esce un'analisi piuttosto spietata per chi ha orecchie per intendere, o meglio sarebbe dire intelletto per filtrare. Questi instancabili pubblisociologi (se mi è consentito il neologismo) osservano, elaborano e colpiscono senza margine d'errore.
L'ambivalenza del messaggio è ora ben definito, a noi il libero arbitrio: ci è ancora consentito di scegliere se rimanere ingabbiati nelle patinate e utopistiche immagini o liberarci definitivamente dei nostri limiti.

