Le frontiere della pubblicità sono sempre più “virali”
Il Festival Mondiale dello Spot di Cannes delinea le nuove tendenze: eventi sorprendenti che generano un massiccio passa parola. Fino a divenire veri e propri fenomeni di massa.
La campagna pubblicitaria del TV color LCD Bravia ne costituisce un esempio perfetto.
Dopo aver bloccato al traffico un’ampia zona della città di San Francisco, per le sue strade in discesa sono state fatte rotolare ben 250 mila palline di plastica colorate, a simboleggiare i pixel del televisore. Gli abitanti della città, incuriositi dallo strano evento, si sono riversati nelle strade e hanno filmato la scena con i loro telefonini. In un attimo i filmati sono stati condivisi e sono arrivati on-line su Internet. In questo modo lo spot era già visionabile prima ancora della programmazione televisiva. Eccolo qua, il “Viral Advertising”.
Questa nuova tipologia di comunicazione pubblicitaria è stata la vera protagonista alla 53esima edizione del Festival Mondiale dello Spot, tenutosi a Cannes nel mese di giugno.
Walter Hartsarich, presidente di Aegis Media Italia, ne ha a lungo esaltato i pregi. La comunicazione virale è, infatti, da considerarsi “una delle forme più efficaci di comunicazione e ha il pregio di raggiungere i giovani con un costo per contatto molto basso”. Insomma, una strategia molto conveniente su cui puntare con decisione per il futuro.
Quest’ultima edizione di Cannes porta all’attenzione però anche altre novità. Sembra che, infatti, il testimone della creatività sia passato nelle mani di paesi “nuovi”, tanto che agenzie sudafricane e tailandesi si sono aggiudicate premi importanti. E lo hanno fatto grazie a campagne semplici, furbe e ironiche, alla faccia delle gigantesche produzioni e dei costosissimi effetti speciali.
Hanno deluso, invece, i lavori giapponesi, probabilmente a causa delle fortissime restrizioni per allusioni ambigue e battute spinte, come anche per gli altissimi costi di inserzione che vincolano il mercato pubblicitario nipponico.
Per quanto riguarda l’Italia, finalmente sono arrivate note positive. I creativi nostrani, dopo tre anni di digiuno, portano a casa un riconoscimento con la campagna per Ariston Aqualtis “Underwater world”, realizzata dall’agenzia Leo Burnett. Il bottino del made in italy è arricchito poi da due bronzi e da altri due premi vinti ai Radio Lions. Insomma, per l’Italia un’edizione molto positiva, con lavori competitivi finalmente anche a livello internazionale.

