La pubblicità copia slogan e campagne dei politici
E’ tempo di campagna elettorale, e tutti ne sembrano contagiati. Anche la pubblicità. Sono sempre di più, infatti, i casi di promozione pubblicitaria che ricalcano (ironicamente) i modelli di comunicazione di politici e partiti.
Già da qualche mese per promuovere i videofonini 3 si invita a "votare" per NO TAX 3 al grido di “Un impegno preciso: niente tasse fino al 2008”. Le tasse in questione consistono nella Concessione Governativa: vota per 3, cioè acquista il prodotto, e non dovrai pagarla. La Fox, il canale satellitare di Rupert Murdoch, punta invece su due candidati molto molto particolari: Fonzie e Homer Simpson. Lo slogan è uno solo: VOTA FONZIE e VOTA HOMER. Del resto, probabilmente, qualche fan preferirebbe votare realmente per questi due candidati così speciali.
Ed anche i surgelati si avvicinano alla politica. Il patron di un’azienda del settore ha le idee chiare: “Non votate per me. Ma per le mie ricette pronte!”. C’è da chiedersi se queste strategie siano realmente efficaci. L’Eta Meta Research, azienda che effettua ricerche di mercato per verificare le strategie aziendali, evidenzia due possibilità. La prima è che i soggetti ricordino solamente il brand, a scapito del prodotto reclamizzato. La seconda è quella di un deleterio effetto boomerang: gli italiani, che sono già inondati da un enorme quantità di messaggi politici, potrebbero finire per imprecare contro queste nuove pubblicità, con effetti negativi per l’immagine dell’azienda.

